16 giugno 2015 – OPINIONE DEFINITIVA SULLA BIOLOGIA SINTETICA (II): Metodologie nella valutazione dei rischi e aspetti sulla sicurezza.

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BIOLOGIA DI SINTESI (SYNBIO)

16 giugno 2015 – OPINIONE DEFINITIVA SULLA BIOLOGIA SINTETICA (II): Metodologie nella valutazione dei rischi e aspetti sulla sicurezza.

Questo secondo parere richiesto ai Comitati Scientifici europei affronta principalmente il tema delle metodologie di valutazione dei rischi per la salute umana ed animale, oltre che per l’ambiente, posti  dai nuovi organismi creati in laboratorio dalla Biologia Sintetica (SynBio), scienza che si occupa di facilitare ed accelerare l’aspetto, la conformazione e la modificazione di alcune componenti  cellulari degli organismi viventi.  Strettamente legata per metodologie e strumenti di ricerca all’Ingegneria Genetica, che si occupa della creazione e della diffusione degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ne ha seguito finora anche le medesime procedure di valutazione dei rischi ed i medesimi protocolli di sicurezza, come già definito nella  Opinione I pubblicata il 25 settembre 2014, che rispondeva  ai primi 3 degli 11 quesiti sottoposti all’attenzione dei Comitati Scientifici.

 

Si tratta, però, di vedere se le metodologie di valutazione dei rischi stessi sia adeguata al campo specifico della Biologia di Sintesi. Essendo un campo di studi relativamente recente (circa 10 anni) ed essendo i suoi ‘prodotti’ organismi che si auto-riproducono e si evolvono autonomamente, è particolarmente importante valutare non solo i potenziali rischi, ma anche le strategie di sicurezza da mettere a punto nel prossimo futuro, considerando la complessità e l’incertezza  della materia, e, soprattutto,  considerando la mancanza di termini di confronto adeguati. Finora, infatti, si sono seguiti per la SynBio gli stessi protocolli di sicurezza validi per l’Ingegneria Genetica, ma il crescente numero di organismi creati in laboratorio e, parallelamente, il crescente numero di modificazioni genetiche apportate, rendono al più presto necessarie ulteriori e più nuove metodologie di analisi dei rischi.

Per avere un’idea di cosa si intenda per “organismo biologico di sintesi” e delle sue applicazioni nel settore cosmetologico, che è quello di nostro specifico interesse, basti pensare che alcuni lieviti, alghe e batteri creati in laboratorio vengono largamente impiegati per la produzione su vasta scala di sostanze chimiche rinnovabili quali butanolo, butadiene, farnesene, isoprene, vanillina e acidi grassi, tutti ingredienti che trovano impiego nell’ industria cosmetica. Tutto ciò impone di osservare con cura l’eventuale insorgere nella salute umana e animale di fenomeni di tossicità, di allergia o di patogenicità, e nell’ambiente naturale, patogenicità degli organismi vegetali o effetti avversi sulle biodiversità e sull’intero ecosistema.

La Opinione definitiva qui pubblicata dai Comitati è la seconda di una serie di tre che tenta di inquadrare, anche da un punto di vista normativo oltre che scientifico, una materia sicuramente affascinante, sebbene piuttosto controversa.

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Author: Gigas_aideco